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festa del papà

La mia prima festa del papà senza Giorgia

Questa foto è molto significativa per me. In questa foto vedo la nostra forza. Vedo tutto quello che abbiamo vissuto e che ancora vivremo, senza tristezza, senza delusione, senza malumore ma solo e soltanto con serenità, gioia e speranza.

Ricordo ancora la prima foto di mio figlio. La prima volta che ho visto un “pezzo” di me, al di fuori di me. Chi è papà lo comprende, vedi quel corpicino così piccolo che si muove ed inizi a pensare che a breve verrai investito da qualcosa di gigantesco, qualcosa di immenso, qualcosa di bello… ma anche un senso nuovo di responsabilità, paura, incertezza.

La cosa meravigliosa è che quando ami quella piccola parte di te, automaticamente senti nascere dentro di te quel sentimento di protezione che è unico, quel sentimento che ti fa sentire importante per la vita di qualcun altro, oltre che per la tua. Poi lui viene al mondo e tu lo tieni in braccio e non riesci ancora a capacitarti di come sia possibile il miracolo della vita.

Lentamente cresce e da neonato diventa un piccolo bimbo che riempie costantemente le tue giornate… soprattutto da quando la mamma è andata a lavorare per Gesù. Ti guarda con due occhietti speranzosi, ti osserva, ti copia. Per lui sei tutto il suo mondo, sei l’esempio, sei la guida, sei la vita, sei l’amore.

A volte corre, cade e come ogni bimbo piange ma appena entra tra le mie braccia si sente al sicuro e quando sembra tutto buio, in me vede la sua luce. Quando è debole, io sono la sua forza. Quando lui è triste, io sono la sua gioia. Impossibile non vedere una similitudine con il nostro padre celeste, il nostro Dio che si è fatto uomo per rendere inossidabile l’eterna alleanza tra Lui ed i suoi figli. Come non vedere in Lui, tutto quello che noi sentiamo per il nostro padre terreno? E’ proprio così!

Nel nostro rapporto padre-figlio sperimentiamo un amore che arriva dal cielo. L’amore che Dio ha per San Giuseppe, lo stesso amore che San Giuseppe ha per Gesù, lo stesso amore che Gesù ha per l’umanità. Per questo si dice “siamo figli di Dio” perché davvero Lui è il nostro Padre e grazie al suo esempio, grazie al modo infinito in cui si dona a noi, riusciamo a comprendere come comportarci con i nostri figli.

Per questo… A mio padre, dico grazie perché mi hai reso l’uomo che sono oggi.

A mio figlio, dico non preoccuparti di nulla perché il tuo papà veglia su di te.



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