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amare i propri nemici

Amare i propri nemici

Che foto è questa? Ora ti spiego… Il Vangelo di oggi ci dice “Amate i vostri nemici” (Lc 6,27-38) e quanta potenza esiste in questa frase e allo stesso tempo quanto è difficile riuscire a farlo. Chi sono i nemici? Tu hai nemici nella tua vita? Chi è contro di noi, chi offende il nostro orgoglio, chi ci fa del male, ma non solo “chi”, pensiamo anche al “cosa”… una malattia per esempio è un nostro nemico, un dolore è un nostro nemico.

Come facciamo a benedire questi nostri nemici, sia che essi siano persone o cose o situazioni? La prima reazione è sicuramente quella della repulsione. Questa persona, o questa malattia sono contro di me e quindi io li maledico, li voglio combattere, li voglio eliminare dalla mia vita. Cosa faccio in questo caso? Sto mettendo davanti a tutto, il mio orgoglio, il mio essere, l’affermazione di me stesso sulle persone e sulle cose… ma fermiamoci un attimo e pensiamo… Dove ci porta questo atteggiamento?

Ci porta a creare altri nemici, ci porta ad un grado di insoddisfazione interiore che ci mangia dentro, ci porta a disconoscere quello che il Maestro ci vuole insegnare. Tutto questo ci porta solo a rompere il nostro equilibrio, ci porta in una strada a senso unico, senza uscita. In questo modo facciamo del male solo a noi.

Se cerchiamo invece di fare quello che ci chiede il Signore (Amare i nostri nemici) cosa può succedere? Ecco che in questo modo cambia tutto. Come abbiamo visto prima, i nostri nemici possono essere persone o cose o situazioni. Io ti porto la mia esperienza. La foto che vedi l’ho scattata ad Ottobre (quasi un anno fa) ed è un lungo corridoio dell’ Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove Giorgia era da poco stata ricoverata e dove da poco avevamo scoperto della sua malattia.

Un luogo che avrei dovuto odiare, un luogo che non dava speranza, un luogo che ha “rinchiuso” Giorgia come in un carcere. Ma se il mio atteggiamento fosse stato questo, dove mi avrebbero portato le mie azioni? Solo e soltanto a stare male dentro, alla disperazione, al dolore… cose che ovviamente ci sono state e per questo sono stato male… ma poi… è successo qualcosa… e così, ho fatto ciò che il nostro Signore ci invita a fare nel Vangelo di oggi e che invito a fare anche a te.

Ho abbracciato il mio nemico, ho abbracciato quell’ospedale, ho abbracciato i medici che non davano speranza, ho abbracciato le intere giornate passate in quel luogo, ed ho abbracciato la malattia. Ho abbracciato tutto questo, non per disperazione ma per amore, ripetendomi sempre “Signore sia fatta la tua volontà e non la mia”. Questo ha cambiato tutto… e dentro di me lo Spirito Santo ha consolato la mia anima riempiendomi dei suoi doni al punto di dire “Signore grazie per tutto l’amore che ci stai dando nonostante questa malattia”.

Giorgia aveva compreso anche lei tutto questo ed infatti nel suo quaderno in cui scriveva nel suo ultimo periodo, ha scritto e fatto sue queste parole: “Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato” (Giovanni 11,4). Questo è abbracciare i propri nemici. A te che stai leggendo vorrei quindi dirti di amare i tuoi nemici, che essi siano persone che vogliono il tuo male, oppure malattie o altre situazioni dolorose della tua vita, tu abbracciale ed amale.

Solo così riuscirai a dare un senso a tutto e riuscirai a trasformare una situazione che sembra a senso unico, in una situazione che ti libererà per sempre. Più riceviamo odio e dolore e più siamo chiamati ad essere misericordiosi e ad amare.

“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio.” (Lc 6,27-38)



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