Scegliere naming e logo

Nel mondo del business di oggi, le parole ed i simboli regnano sovrani. Tra i due, molto probabilmente, la parte visual ha un ruolo da protagonista e pertanto è facile comprendere che nell’ambito aziendale, la scelta del miglior logo e del naming appropriato, può decretare il successo o l’insuccesso dell’intero business.

Come dice Laura Ries (esperta di branding), “Le parole sono quelle che si usano di più e con cui abbiamo più familiarità però ci sono un sacco di prove che dimostrano che l’aspetto visivo gioca un ruolo molto più importante nel business, di quanto non facciano le sole parole” .

Esistono molti esempi a sostegno di questa strategia ma sicuramente tra i più famosi possiamo citare il famoso nastro rosa di Nancy Brinker che nel 1982, ha creato una fondazione per combattere il cancro al seno in memoria di sua sorella Susan, deceduta proprio a causa di questa malattia due anni prima.

visual hammer
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In quel momento Nancy disse che il suo unico asset erano $200 e una lista di potenziali donatori su cui fare affidamento. Da qual momento fino ad oggi, passo dopo passo, la sua fondazione è arrivata a raccogliere più di $1,5 miliardi ed è la società non-profit che si occupa di lotta al cancro al seno, più grande del mondo.
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Pensiamo che prima di Nancy, esisteva già L’American Cancer Society, fondata nel 1913, eppure la maggior parte delle persone non ha idea di quale sia il logo ed il nome esatto di questa fondazione. Questa è tutta la differenza sostanziale tra progettare un marchio di fabbrica oppure un martello visivo (visual hammer).
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La maggior parte delle aziende italiane ha un marchio di fabbrica ma pochissime il martello visivo e questo è un problema visto che il pubblico è completamente orientato verso l’aspetto visivo, d’altronde come dice il famoso detto, “Un’immagine vale più di mille parole”.  Quindi cosa è più importante? Il naming o il logo creato per la nostra azienda?
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I creativi grafici sicuramente risponderanno che la parte più importante è sicuramente quella visiva mentre i copywriter diranno esattamente il contrario…chi ha ragione? Nessuno! Martello e chiodo devono lavorare contemporaneamente per arrivare a raggiungere lo scopo finale. Il martello è inutile senza chiodo e viceversa. Il chiodo è il naming, mentre il martello è il visual. E’ difficile costruire un forte e potente brand naming senza una forte e sconvolgente dinamica visiva.
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E’ l’interezza dei due aspetti che fa la grandezza del brand. Nel mio lavoro di consulenza, sono molto attento ad evitare di fare l’errore di dividere il martello dal chiodo. In molte realtà aziendali invece accade questo, L’azienda ha dei manager che si preoccupano di creare il naming e poi la stessa azienda affida ad una società esterna creativa, il compito di visualizzare l’idea dei manager ma questo processo, se fatto da diversi menti, porta molte volte ad una dicotomia tra i due aspetti.
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