Betting Exchange tutto quello che c’è da sapere

betting exchange

Il betting exchange è una particolare forma di scommessa alla cui base ci sono le medesime dinamiche su cui si fondano i mercati finanziari. Leggi come funziona.

In tempi di crisi, sono sempre di più coloro che tentano di fare fortuna o di arrotondare il proprio stipendio con il betting exchange e le scommesse sportive. A tale riguardo, è fondamentale fare presente che il settore delle scommesse non può assolutamente essere improvvisato e che, dunque, è fondamentale che si abbia una conoscenza di base del settore in modo tale da poter individuare la strategia più corretta e, soprattutto, ideale per riuscire a guadagnare presto e bene.

Se anche tu sei tra coloro che hanno intenzione di approcciarsi al mondo delle scommesse, senza alcun dubbio avrai avuto modo di sentir parlare del betting exchange. Nel caso in cui tu non conosca esattamente il significato di tale termine, è bene che legga con attenzione questo articolo in modo tale da poterti orientare senza alcun genere di problema, nella giungla delle scommesse. Ma andiamo per gradi. Quando si parla di betting exchange si fa riferimento alla “borsa delle scommesse”. In alternativa, potresti sentir parlare anche di punta e banca. Niente paura, tutto è meno complesso di come possa sembrare al primo sguardo.

Betting Exchange come funziona?

Il betting exchange, in pratica, non è altro che una particolare forma di scommessa alla cui base ci sono le medesime dinamiche su cui si fondano i mercati finanziari. A fare la differenza è solo il fatto che non vengono scambiate azioni ma, piuttosto il risultato di vari eventi di natura sportiva. Entrando più nello specifico, nel betting exchange a prendere il posto delle azioni sono le quote. Gli scambi avvengono tra due giocatori che hanno opinioni tra loro rigorosamente contrapposte. Ciò vuol dire che a fare da contraltare non sarà un bookmaker tradizionale ma gli scommettitori che possono essere uno o più di uno. Come è facile intuire, abbiamo a che fare con una sorta di interscambio di scommesse che genera moltissimi vantaggi e, a ben vedere, nessuno o pochi svantaggi.

Per riuscire a comprendere il betting exchange, però, è estremamente necessario ripercorrere, seppur per sommi capi, la sua storia. I suoi esordi risalgono al 2000 quando Betfair Exchange, una nota società di scommesse, decise di investire del cosiddetto P2P da applicare, però, al mondo delle scommesse.

Il betting exchange nacque dall’incontro di Andrew Black ex trader di JP Morgan ed Edward Wray un programmatore. In linea di massima, questa operazione poteva apparire come un salto nel vuoto. Allo stato dei fatti, però, si è rivelata anch’essa una scommessa a dir poco redditizia che in pochissimo tempo è riuscita a coinvolgere moltissimi scommettitori. Se, da una parte, c’è la passione per lo sport e per le scommesse a spingere gli utenti, dall’altra c’è anche la voglia di guadagnare.

Tutto, quindi, è nato principalmente da una passione e in men che non si dica si è trasformato in un business a tutti gli effetti. Ad oggi, sono davvero molti gli scommettitori che puntano cifre più o meno alte sul risultato di vari eventi sportivi nella speranza di poter riuscire ad indovinare l’esito della gara.

Quando si decide di scommettere attraverso il betting exchange non si fa altro che accedere ad una piattaforma operativa in cui sono presenti tutte le quote e i volumi delle varie offerte. In buona sostanza, non si tratta altro che delle scommesse già effettuate dagli altri giocatori. L’unica cosa che si deve fare, quindi, è decidere se comprare o vendere.

Quando si decide di comprare in gergo tecnico si punta su una quota. Quando, invece, si decide di vendere si banca una quota. Entrambe le cose possono essere effettuate stabilendo in maniera del tutto deliberata il prezzo. Attenzione, però: bisogna assolutamente tenere conto del fatto che devono essere presenti anche degli scommettitori che riescano a rappresentare la controparte.

Un altro aspetto molto importante da non sottovalutare affatto se si decide di approcciarsi al betting riguarda il fatto che se non si ha alcun genere di liquidità nel proprio book non si avrà la possibilità di abbinare la scommessa. Utilizzando ancora una volta il gergo prettamente tecnico, quindi, la scommessa rimarrà non abbinata.

In ogni caso, per fare in modo che tu comprenda al meglio il funzionamento del betting e non ti trova a dover fare i conti con qualche spiacevole sorpresa, è bene fare un esempio pratico che, di sicuro, risulterà chiarificatore.

Betting exchange nella pratica

Con le scommesse cosiddette tradizionali si ha solo la possibilità di puntare una quota fissa e, ad esempio, scommettere sul pareggio. Tra l’altro, lo scommettitore, non avrà altra possibilità se non quella di attendere la fine della partita per scoprire se ha vinto o meno. L’unico caso in cui potrà cantare vittoria, pertanto, sarà solo ed esclusivamente il pareggio.

Con il betting exchange il meccanismo è totalmente diverso e le possibilità di vincita sono maggiori. In primo luogo, è opportuno precisare che si ha la possibilità di effettuare la propria puntata prima dell’inizio della partita e decidere di uscire anche alla fine del primo tempo, nell’eventualità in cui la partita dovesse essere in pareggio. Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che la quota non è fissa.

Ad incidere è anche il fattore tempo. Proprio il tempo, infatti, permette di applicare il cosiddetto “cash out” che non fa altro che garantire allo scommettitore la possibilità di ottenere un profitto matematico. In termini pratici, nel caso in cui alla fine del primo tempo il punteggio fosse ancora sullo 0 a 0 e la quota fosse scesa vertiginosamente, si avrebbe la possibilità di fare una puntata di 100 euro a 4.5, uscendo a fine primo tempo e mettendo a segno il green up magari a 2.80.

Con una simile operazione, si è praticamente congelato il guadagno della vincita senza neanche dover attendere la conclusione della partita. Come è facile intuire, quindi, a differenza delle scommesse tradizionali, il betting exchange offre la possibilità di guadagnare in ogni momento della partita, al contrario di quanto accade nelle scommesse tradizionali.

La logica del betting exchange

Per riuscire a guadagnare con il betting exchange, però, non basta conoscere le regole che stanno alla base di queste particolari scommesse. La cosa più importante, infatti, è riuscire a comprenderne la logica in modo tale da anticipare le mosse degli altri scommettitori. Per tale ragione, è molto importante documentarsi in maniera approfondita e studiare bene soprattutto gli aspetti pratici.

Ovviamente, alla base di tutto deve esserci una passione non indifferente per il mondo dello sport in generale. Qualora questa condizione dovesse venire meno sarebbe difficile riuscire a scommettere con cognizione di causa e, di conseguenza, le possibilità di vincita diminuirebbero drasticamente. Il betting exchange potrebbe risultare particolarmente complesso, almeno nella fase iniziale.

In linea di massima, non si tratta di un gioco difficile anche se ci sono aspetti da non trascurare. Una delle strategie da studiare è quella dell’uscita. In buona sostanza, bisogna imparare a capire quando conviene uscire e quando, invece, è meglio riuscire ad arrivare alla fine della gara o del match. Da ciò dipende principalmente il guadagno. Alle volte, uscire alla fine del primo tempo potrebbe risultare a dir poco risolutivo dal punto di vista del guadagno.

Ritorno dell’investimento nel punta e banca

Ma quale è il ritorno sull’investimento del betting exchange? Utilizzando l’acronimo specifico, il ROI (Ritorno dell’investimento oppure Yield) del betting exchange deve essere calcolato tenendo conto sia del capitale che si decide di investire che, appunto, del ritorno che si è ottenuto a seguito della scommessa. Calcolare il ROI è davvero semplicissimo: basterà sottrarre al ritorno, il capitale investito e dividere il risultato ottenuto per lo stesso capitale. Per comprendere meglio questa dinamica è utile fare un esempio.

Se hai deciso di scommettere 200 euro e la quota è 1.50 per la vittoria della Juventus, si otterrà una vincita di 300 euro. In pratica, si dovrà fare il seguente calcolo: 300-200 il tutto diviso 200. Questo calcolo dovrà essere effettuato tenendo conto anche delle perdite ed effettuando una media mensile o, comunque, su una base temporale piuttosto lunga. Il calcolo in questione riguarda, però, solo la modalità cosiddetta punta. Nel caso della modalità banca, invece, bisogna seguire una procedura diversa.

Per ottenere il ROI bisognerà sommare le responsabilità e dividere il risultato ottenuto per il profitto. Anche in questo caso, un esempio pratico si rivelerà a dir poco fondamentale. Nel caso in cui si abbia deciso di bancare 10 scommesse per arrivare ad un totale di 2.000 euro e si avesse ottenuto un guadagno di 300 il ROI sarebbe del 15%. Generalizzando, il ROI che si ottiene con la modalità banca è sempre inferiore di quello ottenuto con la modalità punta. Al netto di ciò, non di deve affatto sottovalutare che nel primo caso c’è molta più probabilità di vincere.

In merito al ROI, bisogna fare anche una considerazione sulla soglia ideale di ROI. Per riuscire a fare una riflessione in più possibile oggettiva, bisogna partire dal presupposto che per essere soddisfatti in qualità di dilettanti, bisognerebbe riuscire a raggiungere una quota almeno del 5%. Partendo da un simile presupposto, si riuscirà a comprendere che non si deve assolutamente avere una percezione errata dei guadagni. Sperare, ad esempio, di riuscire a vincere 100 euro puntando solo 2 euro è del tutto sbagliato oltre che controproducente.

Ciò non vuol dire che superare il 5% è del tutto insperabile. Al contrario, ogni scommettitore dovrebbe desiderare di raggiungere tale traguardo senza, però, farsi ingannare da chi promette di riuscire a raggiungere risultati al di sopra di ogni aspettativa. Una cosa è certa: i professionisti possono addirittura raggiungere ad un ROI (Yield) del 20% se non del 30%. Questo, però, è un obiettivo a dir poco ambizioso che non deve riguardare gli scommettitori cosiddetti principianti. In questa pagina puoi vedere il mio ROI (YIELD) attuale, Mike Asian.

Pur essendo consapevoli che il ROI con il betting exchange è più alto rispetto alle scommesse tradizionali, bisogna imparare assolutamente a misurarsi con le probabilità reali di vincita. Un aspetto molto positivo ed interessante riguarda la chiusura in anticipo del trading. Grazie a ciò, si riuscirà ad ottenere profitti molto più alti oltre che limitare le perdite. Appare chiaro, quindi, che la moderazione sia la chiave per riuscire a gestire sia le perdite che i guadagni.  Per considerarlo una forma di reddito bisogna maturare una notevole esperienza al fine di evitare di perdere cospicue somme.

Tasse nel betting exchange

Una argomento che deve essere affrontato quando si parla di betting exchange è, senza alcun dubbio, quello relativo alle tasse. Nella manovra finanziaria del 2016 sono stati riviste le tasse da applicare ai bookmaker. A tale riguardo, è fondamentale tenete conto del fatto che i rappresentanti delle società di gioco si sono detti molto soddisfatti. Scendendo più nel dettaglio, le imposte vengono applicate tenendo conto degli scaglioni previsti nella manovra finanziaria.

Per quanto riguarda le commissioni e le tasse del betting, è necessario precisare che la regolamentazione delle stesse risale al 2013. Le commissioni che possono essere applicate sono fino ad un massimo del 10% in riferimento ai profitti lordi. Ciò vuol dire, dunque, che ogni scommettitore paga solo quando guadagna e non quando perde. Per quanto riguarda, invece, la tassazione, lo Stato la applica al 20%. Questa quota riguarda solo ed esclusivamente le commissioni che vengono prelevate dagli operatori autorizzati.

In pratica, le tasse governative non vengono applicate sull’intero profitto ma solo sulla commissione. In linea di massima, le imposte ammontano al 5 %. Uno scommettitore che guadagna 100 euro, quindi, dovrà corrispondere una quota pari a 5 euro di commissioni. Delle commissioni, il 20% verrà accantonato come tassa da parte del concessionario che ha il dovere di girare questa quota allo Stato in qualità di sostituto d’imposta. Ciò vuol dire che i giocatori avranno la possibilità di pagare le tasse in maniera diretta senza dover procedere con una dichiarazione di natura fiscale.

In questo caso, il profitto così detto netto che viene realizzato, viene pagato in maniera immediata dal concessionario della piattaforma di betting exchange Italia. Questa operazione avviene al netto di ogni genere di commissione comprensiva delle imposte. Il pagamento viene effettuato direttamente sul conto del giocatore che avrà la possibilità all’istante di ritirarlo o di riusarlo a proprio piacimento. In merito, è opportuno precisare che questa tipologia di tassazione è decisamente molto interessante per gli investitori che si vedranno tassare solo ed esclusivamente i profitti che effettivamente hanno realizzato. Come anticipato, le tassazioni da applicare alle scommesse sportive cosiddette a quota fissa, vengono applicate indipendentemente dal fatto che si vinca o si perda. Per tale ragione, optare per il betting exchange, significa guadagnare notevolmente anche sotto il profilo della tassazione.

Consigli per una strategia profittevole

Prima di cimentarsi nelle scommesse, bisogna tenere a mente anche alcuni consigli che potrebbero rivelarsi già utili nel medio periodo. Una delle prime cose da fare è sperimentare. Le strategie possono essere moltissime e, in alcuni casi, sono proprio gli stessi giocatori ad elaborarle all’istante. Ognuno, dunque, ha la possibilità di trasformarsi in un vero e proprio stratega. A tale riguardo, bisogna partire dal presupposto che non ci sono delle strategie assolute e che ogni partita potrebbe essere un mondo a sé.

Tutto dipende, quindi, sia dalle capacità dei giocatori che dalle specifiche tecniche del match. Quando si è alle prese con la fase cosiddetta della sperimentazione, però, bisognerebbe cercare di fare attenzione ai soldi. Puntare troppo potrebbe costringerti a dover fare i conti con spiacevoli perdite. Addirittura, la cosa migliore inizialmente potrebbe essere quella di optare per le simulazioni in modo tale da non perdere mai. Un suggerimento importantissimo riguarda anche il fatto che non bisogna pensare solo ed esclusivamente ai soldi quanto, piuttosto a vincere.

Sono moltissimi soprattutto i nuovi utenti che giocano solo con l’obiettivo di raggiungere quote di denaro considerevoli. Questo presupposto è decisamente molto pericoloso soprattutto per i principianti che potrebbero azzardare troppo senza alcuna base tecnica e senza un minimo di money management. Per aumentare il proprio profitto si dovrà maturare non poca esperienza oltre che una certa abilità nell’elaborazione delle strategie.

Per quanto riguarda, invece, il capitale, bisogna ricordare che impegnare tutto il capitale sulla medesima scommessa è tanto sbagliato quanto drammaticamente pericoloso. Al massimo, bisognerebbe investire il 5% del proprio capitale in modo tale da evitare il tracollo immediato. Se, ad esempio, si avessero 100 euro sul proprio conto, si dovrebbe puntare non più di 5 euro. Nel caso in cui si avesse a che fare con principianti, poi, si dovrebbe abbassare ulteriormente la cifra, fino all’1%.

Sempre rimanendo in tema di giocatori principianti o, comunque, con non troppa esperienza, bisogna tenere presente che è sempre meglio puntare su un numero limitato di eventi. Ne bastano addirittura due o tre. Puntare su pochi eventi significa riuscire a concentrare la propria concentrazione e le energie al fine di mettere a punto strategie mirate e ragionate.

Ovviamente, il discorso cambierà quando si diventerà degli esperti del betting exchange. In questo ultimo caso, infatti, si potrebbe addirittura optare per seguire moltissimi eventi, ottenendo dei piccoli guadagni da ognuno di essi. Nessun giocatore, poi, dovrà farsi prendere dal panico o, ancor peggio, dal pessimismo. Anche gli scommettitori più esperti, infatti, fanno i conti con la cosiddetta giornata storta. I principianti, quindi, non devono assolutamente fermarsi al primo ostacolo. Quando si scommette le spirali negative sono assolutamente da mettere da parte. Un simile atteggiamento potrebbe non fare altro che generare una lunga catena di scommesse sbagliate.

Betting exchange siti

I siti che offrono questo tipo di specialità in Italia sono principalmente due:

Betfair.it

Betflag

Personalmente li utilizzo entrambi anche se in alcuni aspetti trovo molte differenze. Vediamole insieme le principali, Betfair vs Betflag:

1) Liquidità. La liquidità maggiore è data sicuramente dal sito Betfair.it

2) Palinsesto. Betflag ha moltissimi incontri di diverse discipline sportive (non solo calcio), questo da una parte è positivo ma dall’altra, diminuisce la liquidità totale.

3) Mercati. Avendo più liquidità, Betfair ha sicuramente più mercati da offrire.

A questo punto, il betting non ha più segreti e non ti resta altro da fare che cimentarti nelle prime scommesse, tenendo a mente i consigli forniti.

Un ultimo consiglio: ricordati di ritirare le vincite in maniera periodica in modo tale da non accumulare somme troppo alte che ti potrebbero indurre a fare puntate azzardate e, molto probabilmente, fuori dalla tua portata.

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